Myanmar, bambina di 7 anni uccisa dalla polizia

Myanmar, bambina di 7 anni uccisa dalla polizia

Da quando a inizio febbraio di quest’anno in Myanmar l’esercito ha iniziato e portato avanti un nuovo colpo di Stato, che ha portato all’arresto della leader democratica Aung San Suu Kyi, le proteste della popolazione sono aumentate a dismisura ma con esse anche le violenze perpetrate dai golpisti. Marzo è stato un mese particolarmente duro per gli abitanti dell’ex Birmania, questo per via delle dure repressioni e uccisioni di cui l’esercito è colpevole: parliamo di migliaia di arresti (tra cui anche molti giornalisti) e almeno 261 morti.

L’ultima e più giovane vittima della violenza golpista è Khin Myo ChitKhin Myo Chit, una bambina di appena sette anni uccisa dalla polizia mentre correva verso suo padre. “Hanno preso a calci la porta per aprirla. Una volta entrati hanno chiesto a mio padre se ci fossero altre persone all’interno e lui ha detto di no. A questo punto lo hanno accusato di mentire, iniziando a perquisire la casa”, ha detto alla Bbc May Thu Sumaya, sorella maggiore della giovane vittima. Quello successo dopo è divenuto di rilevanza nazionale e internazionale: “quando Khin Myo Chit è corsa incontro al padre per sedersi sulle sue ginocchia, le hanno sparato, colpendola”.

A confermare quanto accaduto a Mandalay, la seconda città più importante del Myanmar, è anche il quotidiano locale Myanmar Now, per cui la polizia voleva invece colpire il padre e non la bimba. Il fratello 19enne è stato inoltre arrestato.

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