DODICI regioni a rischio di zona ROSSA o ARANCIONE

DODICI regioni a rischio di zona ROSSA o ARANCIONE

Oggi arriva l’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza che porterà alcune regioni in zona arancione o rossa a partire dall’11 gennaio. La prossima settimana il Dpcm e/o il decreto legge che prolungherà le restrizioni almeno fino a fine gennaio se non fino a metà febbraio.

Le 12 regioni a rischio zona rossa o arancione 

Le regioni che rischiano nuove restrizioni sono in tutto dodici. All’ultimo tra le candidate spunta la Sicilia perché ieri sera il Comitato Tecnico Scientifico Regionale ha dopo le due riunioni di ieri e oggi già definito la relazione da dare al governatore Nello Musumeci, in considerazione dell’alto tasso di contagi degli ultimi giorni nell’isola. Secondo il Cts siciliano la fascia arancione non sarebbe in grado di proteggere abbastanza la popolazione dal virus. Il confronto, nel Comitato tecnico scientifico, si è aperto ieri pomeriggio ed è terminato qualche ora fa, presenti ieri anche gli assessori regionali all’Istruzione Roberto Lagalla e alla Salute Ruggero Razza. Ieri si è riunita la giunta regionale: “Al vaglio del governo Musumeci – si legge in una nota della Presidenza della Regione – ci sono misure restrittive che si rendono necessarie in considerazione dell’ andamento del contagio sul territorio siciliano”. Nell’ultimo report, la situazione dei territori era questa: 

  • tre Regioni – Calabria (1.09), Liguria (1.07) e Veneto (1.07) – avevano in base all’ultimo monitoraggio un Rt superiore all’1 anche nel valore inferiore e, dunque, in caso di mantenimento del dato, si collocherebbero automaticamente in zona arancione;
  • altre 3 – Basilicata (1.09), Lombardia (1) e Puglia (1) – superavano l’Rt 1 nel valore medio e anche queste potrebbero essere arancioni;
  • rischiano anche l’Emilia-Romagna, il Friuli-Venezia Giulia e le Marche, che sfioravano l’Rt 1 (rispettivamente 0.98, 0.96 e 0.99), e la Sardegna, che aveva un Rt a 0.78 ma era classificata a rischio non valutabile – equiparato a rischio alto – poiché non aveva trasmesso i dati completi, e a sorpresa il Lazio, che ha un indice di trasmissione di poco sotto l’1.

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