Le intenzioni di CONTE per il 2021

Le intenzioni di CONTE per il 2021

(laleggepertutti) Ieri, si è svolta la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte. Molti i temi affrontati sotto il bombardamento delle domande dei giornalisti: dall’uso dei fondi europei del Recovery Plan alla possibile crisi di governo, dalla manovra finanziaria in corso di approvazione ai vaccini in arrivo.

Il premier ha risposto a tutte le domande in maniera pacata, esponendo quali sono le sue intenzioni per il 2021.

Recovery Fund

Sull’uso dei fondi europei il tempo stringe e Conte lo sa bene: la bozza di piano di utilizzo presentata a dicembre è stata respinta da Italia Viva e criticata da altre forze di maggioranza. Così, ora, il premier vuole affrontare l’argomento in maniera più decisa e intende farlo in fretta; altrimenti, c’è il rischio di perdere le risorse. «Se non si rispetta il cronoprogramma le erogazioni sono sospese o addirittura si devono restituire alla commissione europea i fondi», ha avvertito.

Per evitare questo rischio «nei prossimi giorni faremo una sintesi urgente. Dobbiamo accelerare e arrivare in tempo: a metà febbraio avremo il progetto definitivo», ha spiegato. Il calendario annunciato da Conte è stringente: ai primi di gennaio, una riunione collegiale del Consiglio dei ministri per fissare le basi, poi il coinvolgimento delle parti sociali e la discussione in Parlamento.

Crisi di Governo

Qui – avverte Conte – «ognuno esporrà la sua posizione e si assumerà le sue responsabilità». Conte vuole evitare le incertezze che hanno minato la sua azione negli ultimi mesi e infatti dice: «Non possiamo permetterci di galleggiare, dico no ad un clima di azione sospesa». E aggiunge: «Ora è il momento della politica, occorrono scelte nette», invitando gli oppositori a schierarsi.

Terza ondata e piano vaccinale

Per arginare il rischio della terza ondata, il presidente del Consiglio sottolinea che «il sistema di monitoraggio sta funzionando e ci consente di intervenire» e, soprattutto, confida nel piano vaccinale appena partito. «Ad aprile con 10 o 15 milioni di vaccinati avremo il primo impatto, ma non ancora l’immunità di gregge», dice, prefigurando che «per la prossima estate la pandemia non sarà ancora risolta».

Perciò – annuncia – «prorogheremo lo stato di emergenza fino a quando sarà necessario», prefigurando così che si andrà ben oltre la scadenza del 31 gennaio. Bisognerà «stare attenti alle nuove varianti del virus che hanno un tasso di contagiosità più elevato»; e qui «dobbiamo capire se ci richiederanno l’aggiustamento delle nostre misure».

Poi, rispondendo a una precisa domanda afferma: «Il vaccino? Io per dare il buon esempio io lo farei subito, ma bisogna rispettare le priorità stabilite». E dichiara: «Escludiamo la vaccinazione obbligatoria. Confidiamo di poter raggiungere una buona percentuale della popolazione su base facoltativa».

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